Pasta integrale o quella raffinata? Scopriamolo assieme!


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Pasta integrale VS raffinata

Non è sbagliamo nel dire  che la pasta è l’alimento che più rappresenta la nostra tradizione culinaria.
Può essere preparata in migliaia di maniere diverse, con gli ingredienti più vari. Purtroppo, però essendo molto ricca di carboidrati, di solito non è inclusa nelle diete che hanno come obbiettivo dimagrire.

Oggi vogliamo parlarvi della differenza che c’è tra i due tipi di pasta, in questo modo potrete capire quale è meglio per voi.

Quella integrale, invece, potrebbe essere una soluzione adeguata anche nelle diete:
contiene più vitamine, minerali e fibra, e possiede meno calorie. Entrambi i tipi di pasta è possibile prepararli allo stesso identico modo, pur essendo diverse tra loro.

Mentre quella normale si prepara cominciando da farina raffinata. Durante la macinazione del grano vengono rimossi crusca e germe, consentendo così di ottenere una farina dalla consistenza più sottile, ma facendo perdere al grano quasi completamente il suo contenuto nutrizionale.

Anche la pasta integrale, viene preparata con la farina di grano, ma in questo caso la sua macinazione avviene intera, con crusca e germe. Cambiano leggermente sapore e consistenza della farina, ma così vengono preservati tutti i nutrimenti.

La pasta integrale inoltre, è molto più carica di fibra. In una porzione di pasta integrale vi sono circa 6,3 grammi di fibra, mentre in quella normale la quantità è molto ridotta: 2,5 grammi. Una differenza piuttosto notevole.

Questa fibra ci permette di avvertire un maggiore senso di sazietà pur mangiando di meno, e aiuta il nostro sistema digestivo a regolarsi.

Pur avendone di meno, la differenza di calorie con la pasta normale non è notevole, ma quella integrale, necessitando di una digestione più lunga, ci permette di bruciare una quantità di calorie maggiore.

Quella integrale, consentendo tutti i nutrimenti originali del grano, è molto più ricca di potassio, magnesio e fosforo. Ha più vitamine (sopratutto appartenenti al gruppo B).

La fibra contenuta in quella del tipo integrale, è in grado di abbassare fino al 30% il rischio di diabete. Questo è dovuto grazie al minor assorbimento di carboidrati, che riduce la glicemia dopo i pasti, e alla stimolazione della crescita di specie batteriche e azione probiotica che favoriscono l’equilibrio della microflora intestinale.


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